venerdì 1 gennaio 2016

L'ottimismo vola !!

Volevo augurarVi un nuovo anno ricco di soddisfazioni..
pieno di emozioni e di grandi momenti..
ma poi ho capito che non posso sempre prenderVi in giro.
BUON ANNO !!



giovedì 24 dicembre 2015

Visite natalizie..

Durante le cosiddette “feste natalizie” uno strano rituale, considerato gradito, viene puntualmente messo in scena da loschi figuri, il cui reale intento è quello di scombussolare il più possibile la flebile tranquillità familiare.
Si auto-proclamano amici e parenti, in realtà sono conoscenti e lontani consanguinei che incontri una volta l’anno.. ed un motivo ci sarà.
A malapena ricordi i loro nomi e perché hai a che fare con loro, ma durante le feste non mancano mai, te li ritrovi sempre lì, non possono proprio rinunciare alle VISITE di NATALE.

«Ciao Marco, come va? Dai che ti vengo a trovare»
“Dai” che ?? Vieni vieni, tanto o non ti apro o non mi ci trovi.

«Passo per Natale, ti porto un pensiero e vengo con la mia bimba»
Non mi ricordo nemmeno come ti chiami, hai una figlia? Mai saputo.

«Durante le feste facciamo una cena, tanto siamo solo noi, giochiamo a carte»
Ma siamo solo noi chi ?? Ci incrociamo una volta l’anno in Corso Cavour, tua moglie non l’ho mai vista, ero rimasto ad un figlio, ne hai sfornati altri tre e manco me lo hai detto.
Giochiamo a carteee ????? Vado a collegare il campanello con la 380v.

C’è poi il lontano parente che ti comunica la visita pre-natalizia insieme alla zia di secondo grado, a Vittorino che fuma come un turco e alla cugina Tiziana, che tu ricordi con lo stesso piacere della visita militare a Perugia a 18 anni.
Per non fare brutta figura ti tocca uscire all’ultimo momento, per comprare qualche panettone, pandoro o il mitico cesto natalizio con dentro lenticchie, fagioli, cioccolatini, paste e spumantello.

Ovviamente è una sciagura.

Gli acquisti dell’ultimo minuto sotto le feste, per di più forzati e non voluti, non si augurano.

Non appena esci vedi file di automobili ferme in qualunque via, un trionfo di clacson, frenate, parcheggi, sgommate.. e ti chiedi se sta arrivando la fine del mondo e tu magari non hai ancora acceso la TV e non ne sai nulla.
E’ semplicemente la frenesia natalizia, tutti corrono in qualsiasi posto per fare qualsiasi cosa: alle poste, nei negozi, al bar, in pasticceria, al supermercato.. pure al cimitero c’è la ressa.

Arrivi al parcheggio del supermercato e capisci subito che non troverai posto nemmeno a pagarlo oro, ti fermi lungo la via, così scomodo e lontano che quasi quasi facevi prima ad andare a piedi.
Entri e vedi TUTTA la città che sta comprando qualcosa : carrelli che straripano, gente che corre scapigliata dal banco pesce a quello gastronomia, risse per accaparrarsi i numerini della fila.
Ti avvicini per prenderne uno anche tu e ti accorgi sconsolato di avere 78 persone avanti.
Alla fine riesci a trovare soltanto due miseri panettoni a 1.99 euro ed un cesto natalizio con prodotti dalle scritte strane.. sulla cui provenienza hai qualche serio dubbio.
Non potendone più arrivi alle casse e pensi di far suonare l’allarme antincendio per velocizzare un po’, ma alla fine con una ventina di minuti di fila riesci ad uscire e a riveder le stelle.

Tornato a casa ti rendi conto di avere così tanta gente che arriverà di lì a poco che non sai se mettete subito a piagne o fuggire clamorosamente verso l’eremo di S.Leonardo.
Fra i ritardi, le mezzore spese nel “vuoto neuronale” e le solite domande sulla vita ed il lavoro cominceranno anche ad accavallarsi le visite e.. tu capirai cosa vuol dire cedere al lato oscuro della forza.

Quando il Sole è ormai tramontato da un pezzo ed è archiviata anche la cena istituzionale della vigilia con parenti, ti accorgi ed apprezzi una gran bella novità : IL SILENZIO.

Il cielo è sereno, la Luna piena troneggia nel firmamento, l’aria è limpida..

Un mezzo sorriso compare sul tuo viso, alla FINE mancano soltanto :

1)     le visite dell’ultimo minuto la mattina di Natale.
2)     le telefonate di auguri di altri ignoti che non possono venire di persona.
3)     il pranzo di Natale con parenti.
4)     lo scarto dei regali con bimbini strillanti che scorrazzano in ogni dove.
5)     le partite a tombola.
6)     le visite di ALTRI INFINITI conoscenti e/o parenti che mezzi mbriachi vengono a farti gli auguri nel tardo pomeriggio.
7)     la passeggiatina tutti insieme per digerire i kg di cibo selvaggiamente ingurgitati.
8)     la cena con i resti del pranzo, che sono tanti e non si possono mica buttare via.
9)     I SALUTI FINALI con baci, sorrisi e abbracci che più finti non si può.

Si, sono positivo ed ottimista, in effetti potrebbe andar peggio. J
BUON NATALE.




lunedì 6 luglio 2015

Tutti al mare !! (seconda parte)



E’ consigliata la lettura di “Tutti al mare” prima di continuare con “Tutti al mare - parte seconda”.

.. Ritorno mesto verso il rassicurante telo mare, dopo due pallonate in testa e un’altra doccia fredda non voluta.
Almeno mi sono rinfrescato ed ora un bel bagno di sole indisturbato non me lo toglie nessuno:  sistemo bene l’asciugamanone con 4 sassi ai lati per tenerlo disteso, tolgo ogni granellino di sabbia, levo le infradito e mi distendo felice.
Nello stesso istante due simpatici bimbi sfrecciano “sopra di me”  in una folle corsa verso il mare, dopo che la mamma ha dato loro il permesso del bagno, sollevando circa 20 kg di sabbia che mi impanano come una cotoletta alla milanese.

Invoco l’avvento di un branco affamato di squali megalodonti o l’improvvisa comparsa di una tartaruga azzannatrice ma le mie preghiere non vengono ascoltate.
I bimbi intanto, satolli ed energetici per il panino con il salame, le patatine fritte e il succo di frutta alla pera ingurgitati, approfittano per fare pipì in acqua, sotto gli occhi soddisfatti dei genitori.

Presa la definitiva decisione di non avvicinarmi più alla spiaggia mi alzo, leggermente innervosito, do una sgrullatina alla duna di sabbia sopra di me e mi dirigo alla doccia, rallegrandomi per questo servizio presente in una spiaggia libera.

L’ottimismo vola.. e infatti nella prima doccia non c’è la maniglia.

Mi giro verso la seconda e vedo un signore che si sta facendo lo shampoo, strofinandosi il corpo con spugna e bagnoschiuma.
Mi aspetto che da un momento all’altro tiri fuori anche le forbicine per tagliarsi le unghie, nel frattempo un ruscello di schiuma bianca comincia a straripare dalla doccia invadendo la sabbia circostante.
C’è una terza doccia che ora è vuota e mi avvicino ad essa con aria vittoriosa, giro la maniglia ed essendo sudato ed accaldato come una capra ho la sensazione di essere investito da una cascata di azoto liquido, a circa 275 gradi sottozero.
Mi ritraggo agilmente come una tartaruga nel suo guscio e metto fuori soltanto il piede con la ciabatta, “per abituarmi piano piano”, poi la gamba, fino ad arrivare ai punti cruciali, la pancia e la schiena.

Mentre mi esibisco in questi contorsionismi la coda dell’occhio vede dietro di me due signorine perizomate, che stanno aspettando a braccia conserte e fra una risatina e una battuta si avvicinano sempre più.
In un secondo mi gonfio come un piccione ripieno e mi getto tra i flutti gelidi, simulando scioltezza e tranquillità, anche se per poco non mi si tronca il respiro.
Togliere tutti i granelli di sabbia da dentro il costume si rivela più problematico ed imbarazzane del solito, considerando gli sguardi femminei a cui sono sottoposto.

Tutto bagnato mi accingo al ritorno all’asciugamanone camminando lentamente, tipo bradipo addormentato, per non insabbiarmi i piedi.
Facendo finta di niente faccio il solito percorso a zig zag, allungando di dieci volte la distanza da percorrere, per dare uno sguardo furtivo alle nuove bellezza che nel frattempo si sono accomodate in spiaggia.

Sono disteso da una decina di minuti, stranamente rilassato e sto per cadere fra le braccia di Morfeo quando sento una voce dietro di me, tipo megafono da stadio, che mi fa sobbalzare : COCCO ! COCCO BELLO !! COCCO BELLO !!!
Si avvicina il simpatico omino che vende i pezzi di cocco ed ogni tanto lo noto fermarsi ad “innaffiarli”, nel cesto di vimini in cui li custodisce, con un piccolo spruzzino di acqua (spero).
Passeranno altri suoi colleghi, con “di tutto e di più” : dai braccialetti alle collanine, dagli immancabili occhiali da sole ai pareo e teli da mare, dalle custodie per cellulari ai cappellini con ventilatore, dalle prolunghe per fare i selfie agli aquiloni a forma di Batman.

Intanto le lancette dell’orologio segnano le 14.00 e comincio a dare una seria motivazione alla discreta fame che mi sta venendo.
Farò uno spuntino veloce per poi integrare a casa.
La mia merendina, con un po’ di frutta lavata, acqua e succo di carota sono niente di fronte a fior di pranzi organizzati da veri professionisti “de lo magnà”.

Intorno a me è tutto un fiorire di contenitori per insalate, mini posate e bustine di condimenti, per non parlare dei panini imbottiti, tramezzini e pizze farcite.
Acqua fresca, Coca-cola, birre e pure vino escono fuori in un baleno da gigantesche borse termiche e c’è chi non manca di apparecchiare con tovaglia e bicchieri di plastica.

Dopo pranzo c’è “l’abbiocco totale”, la spiaggia diventa magicamente silenziosa, ogni rumore sembra lontano ed ovattato, gli occhi si chiudono ed il relax si impossessa dei bagnanti, anche le piccole pesti urlanti sembrano placarsi temporaneamente.

E’ proprio questa per me l’ora di andare, proprio quando mi stravaccherei volentieri senza fare niente fino al tramonto..
Mi vesto, infilo le ciabatte, sgrullo l’asciugamanone inondando di sabbia il vicino, che fortunatamente dorme e mi avvio verso il parcheggio.
Si sente quello strano odore di asfalto caldo, infuocato dal sole, che sembra squagliarsi sotto i piedi ed il gradevole venticello della spiaggia cessa di colpo, lasciandomi senza fiato.
Sembra di essere in una via di mezzo tra una sauna ed una palude stagnante e con questa bella sensazione mi avvicino alla macchina.
Non è più una automobile.. è diventata una trappola mortale, un insieme di lamiere arroventate e quando apro la portiera mi investe una folata di aria talmente calda che sembra arrivare direttamente dal deserto del Sahara.

Apro tutti gli sportelli e il bagagliaio e rimango ad aspettare un po’ sotto la misera ombra di un alberello, tanto per far circolare aria nella mia Peugeot.
In questo momento anche gli occhiali scuri mi fanno caldo e li appoggio sul tettino dell’auto.
Ora me la sogno la doccia fredda della spiaggia, qui anche le lucertole si riparano vicino a me, per approfittare dell’unica ombra nei paraggi.

Decido che è arrivata l’ora di andare così chiudo le portiere, mi infilo dentro e in un battibaleno sono già sulla via del ritorno.
I finestrini sono tutti giù, per fare un po’ di corrente, l’aria condizionata l’accenderò una volta entrato in superstrada.
Il sole contro non mi fa vedere proprio niente.. è troppo fastidioso.

Dove sono i miei occhiali scuri ??




venerdì 26 giugno 2015

Pillole di Phantablog: La minigonna

Ragazze con la minigonna che se la tirano giù in continuazione sperando che si allunghi magicamente di qualche centimetro:

1) la minigonna è della stessa lunghezza di quando l’avete provata a casa davanti allo specchio.
2) vi state chiedendo se si vedono le mutande.
3) state pensando che la prossima volta sarà meglio mettere i leggings sotto.





lunedì 22 giugno 2015

Pillole di Phantablog: BUGIE

«Ho bisogno di una pausa di riflessione» vuol dire:

1)  Addio, non stiamo più insieme..
2)  Da domani potrò divertirmi più liberamente con le mie 12 amanti..
3)  Finalmente si va ad Ibiza..
4)  Se mi va male la richiamo fra 3-4 mesi..
5)  Tutte le precedenti..




sabato 20 giugno 2015

Pillole di Phantablog: IL VESTITO

Una donna che ne osserva un’altra da capo a piedi per commentare il suo modo di vestire:

1) il body scanner dell’aeroporto è meno preciso..
2) i termini crudeltà e cattiveria acquistano un nuovo significato..
3) i raggi X ed UVB sono meno penetranti e fanno meno male..





giovedì 11 giugno 2015

Tutti al mare !!

In questi giorni di solleone il livello medio di melanina corporea delle persone che mi circondano è “preoccupantemente” salito.
La vicina di casa è già talmente abbronzata che io e lei vicini sembriamo le due metà del biscotto Ringo, il biscotto dei campioni, uno bianco e uno nero.
La capoccia del mio amico Sergio è talmente rossa da sembrare una piastra elettrica accesa da un’ora e le braccia del farmacista di fiducia sono già spellate tipo serpente in muta.

Crogiolarsi al sole è un richiamo troppo grande per non essere considerato, più che altro per mostrare i primi toni scuri della pelle a colleghi, amici e conoscenti, tornando al lavoro o passeggiando per il corso, con quel sorrisetto che sottintende parole come : “io sono già abbronzato, bello e tonico, mentre tu sei bianco cadaverico, poverino..”
Più il viso è rosso, più le braccia sono scottate tipo braciole sul barbecue e la schiena fiammeggiante e più c’è soddisfazione.

« La crema solare? »
« Lo so che fa male senza ma non la metto.. tanto io ho la pelle scura »

« Gli occhiali da sole? »
« Tanto chiudo gli occhi è la stessa cosa »

« A che ora vado? »
« Dalle 12 alle 14, così mi abbronzo di più »

« Il dopo-sole? »
« Tanto non fa niente, lo mettono solo le donne »

Dopo aver riflettuto sulle perle di saggezza che spesso ascolto in questo periodo decido di unirmi al gregge ed organizzare una bella mattinata di mare, al mio ritorno farò morire di invidia tutti i colleghi e gli amici, ancora bianchi come mozzarelle..

Il mio programma personale prevede la partenza alle ore 10.45, “tanto prima è inutile, il sole non attacca”,  l’arrivo alle 11.30 a Citanò, per stare poi stesi sotto la canicola, immobile come una lucertola, fino alle 15.00.

Dovrebbe andare tutto bene.

La mattina mi sveglio arzillo come non mai e preparo diligentemente lo zainetto per il mare:
1) asciugamanone gigante, quello blu con i delfini disegnati, così grande per non lasciare i piedi fuori quando mi stendo,
2) infradito da spiaggia, da cambiare con le scarpe normali quando esco dalla macchina.
3) cappello con visiera, per evitare le scottature in viso.
4) occhiali da sole, per non essere accecato dai mortali raggi solari.
5) crema protettiva solare fattore.. 50.
6) merendina di metà mattinata, frutta e bottiglia d’acqua.
7) spiccioli per comprare la pizzetta, qualche ninnolo dai vu cumprà e per il cocco bello.
8) ombrellone apertura 180 cm con manovella per il rapido fissaggio.
9) marsupio per riporre i beni preziosi nel caso mi allontanassi dalla postazione-mare per una breve passeggiata sulla battigia.
10) settimana enigmistica nuova di zecca, appena comprata in edicola.

Sento che ce la posso fare.

Furbo come una faina ho la fantastica idea di spalmarmi la crema già a casa, così all'arrivo sarò subito pronto per la cottura.
Mi infilo il costume, rigorosamente slip, di qualche anno fa (mi sta anche un po’ largo)  e davanti allo specchio ricopro tutta la mia pelle di cremina bianca, che in effetti è talmente densa da far fatica ad assorbirsi..
Pongo particolarmente cura al dorso delle mani, ai piedi, alle orecchie, al collo, al naso e.. mi accorgo che si sta facendo clamorosamente tardi, finirò in spiaggia.
Indosso la T-shirt preferita da finto-giovane, pantaloncini corti quanto basta e via come il vento verso il Sole.

Arrivo tranquillo con la mia macchinina rossa sul lungomare ma i parcheggi sono strapieni, manco fosse l’ultimo giorno di vita dell’intera umanità !!
Sudo come una capra ma alla fine riesco a trovare un posticino lontanissimo dove stazionare il mio carro a motore, così mi accingo a prendere tutto il necessario, mettere le infradito e scattare agile come un furetto verso le sabbie roventi.

Zainetto e ombrellone in mano mi piazzo in mezzo all'unico spazio vitale utilizzabile nel raggio di 200 m, un misto di sassi piccoli e sabbia riportata, con qualche legnetto di fiume come cornice.
Mi trovo fra una famiglia dotata di prole numerosa e rumorosa ed un gruppetto di signorine che, o non indossano il costume o quest’ ultimo è talmente piccolo da non vedersi ad una prima occhiata furtiva.

Ringalluzzito come non mai gonfio il mio possente fisico e mi sento un pò Leonida che combatte i persiani alle Termopili, quindi mi accingo a trapanare la sabbia con la punta dell’ombrellone.
Dopo 25 minuti riesco a far stare in piedi il malefico aggeggio e quindi inizio a spogliarmi.
Maglietta e pantaloncini appesi sull’ombrellone, zainetto come cuscino e asciugamanone steso direzione sole.

Tragedia:  a casa ho dimenticato di spalmarmi la crema sulla schiena.

Potrei gentilmente chiedere ad una delle vicine signorine perizomate di aiutarmi ma desisto, temendo l’arresto.
Anche i componenti della famigliola alla mia destra potrebbero insospettirsi se mi rivolgessi a loro e così faccio da solo, self-service.
Sembro un contorsionista, mi giro la mano da una parte, sposto la schiena da un’altra, mi alzo, mi abbasso, insomma faccio il possibile.

Sono le 12.30 e devo ancora iniziare l’esposizione ai tanto amati raggi UVA, pazienza, vuol dire che non mi muoverò più, non andrò nemmeno a toccare l’acqua con i piedi, starò steso come un geco a rosolarmi ben bene.
Anche se fermo non posso non dare un’occhiatina al mondo che mi circonda e così il mio sguardo cade su delle tipicità da spiaggia :
1) la famiglia con bambini, una delle quali proprio vicino a me, con babbo e mamma in genere affannati e stanchi dell’ardua impresa che stanno svolgendo, mentre i bimbi impazziscono di gioia gettando sassi e sabbia da tutte le parti.
2) la bella e misteriosa, che prende il sole di spalle, reggiseno slacciato per non lasciare la riga bianca sulla schiena e slip spostato per abbronzarsi pure il sedere.
In genere è intenta alla lettura o presa da lunghe conversazioni telefoniche ed ogni 10 minuti si passa lo spruzzino con il super tanning sul corpo.
3) il bagnante medio, che si posiziona in modo da guardare furtivamente tutte le bagnanti che a lui più aggradano e andando via fa un percorso kilometrico a zig zag per dare loro un’ultima occhiata da vicino.
 4) il gruppetto di amiche, giovinette quasi-donne che fanno prove generali di sensualità e fascino.
5) il super palestrato, che si gira e si rigira per assorbire ogni raggio di sole che lo possa rendere ancor più splendido.
6) le signore 40enni, con cappellone di vimini, in forma e giovanili, che sfogliano le riviste di gossip e buttano occhiatine qua e là.
7) la mitica signora anziana che prende il sole sullo sgabello in riva al mare, la pelle scura come il cuoio, un vero lupo di mare !!

Intanto il mio asciugamanone si è talmente impregnato di sudore da doverlo strizzare e così decido di sgarrare la regola dell’immobilità, mi alzo e mi bagno i piedi in acqua.
Proprio quando sto gustandomi questo refrigerio arriva il classico pirla che si butta a balenottera azzurra a 10 cm di distanza, sollevando un’onda di tsunami che mi colpisce, regalandomi la stessa sensazione di una immersione in una vasca di cubetti di ghiaccio.

Cercando invano una fiocina avvelenata per abbattere il cetaceo mi sposto alla mia destra anelando santa pace, ci sono soltanto tre ragazzi che passeggiano con l’acqua alle ginocchia.
« Perché quando arrivo io chi si trova in acqua decide di giocare a schizzarsi sbagliando sempre la mira? »  Rifletto tra me e me, di nuovo bagnato zuppo..

Mi allontano ancor di più, senza minimamente immaginare chi avrei incontrato, oserei dire dalla padella alla brace.  Trattasi dei mitici bagnanti che giocano a palla in acqua, tirando sto cavolo di pallone a 200 km orari in ogni direzione.
Ritorno mesto verso il rassicurante telo-mare, dopo due pallonate in testa e un’altra doccia fredda non voluta..

Almeno mi sono rinfrescato.. ed ora un bel bagno di sole indisturbato non me lo toglie nessuno:  sistemo bene l’asciugamanone con 4 sassi ai lati per tenerlo disteso, tolgo ogni granellino di sabbia, levo le infradito e mi distendo felice.
Nello stesso istante due simpatici bimbi sfrecciano “sopra di me”  in una folle corsa verso il mare, dopo che la mamma ha dato loro il permesso del bagno, sollevando circa 20 kg di sabbia che mi impanano come una cotoletta alla milanese.

( Sento che stamattina qualcosa non sta andando per il verso giusto.. to be continued )