sabato 8 marzo 2014

Amicizie a termine

Nel giorno della Festa della Donna mi capita di incontrare tante persone: qualcuna del passato (remoto), qualcun'altra con cui non mi vedevo da un po’ di tempo, altre ancora che incrocio abbastanza spesso.
Tutta la suddetta concentrazione è dovuta al rituale dell’acquisto della mimosa, durante il quale, mentre si fa la fila dal fioraio, fra una gomitata e un calcetto per accaparrarsi l’ultimo mazzo pronto da 9,90 euro, si scorgono tante facce viste.
In questi momenti, anche in altri per la verità.. ahimè..  mi accorgo che alcune conoscenze-amicizie sono a TERMINE.
Che vuol dire? Che scadono, come la garanzia su un prodotto acquistato, come le uova (sapevate vero che le uova hanno una scadenza??) e così via..

-          C’è l’insegnante di matematica, che prima ti sorrideva e pronunciava un «ciao» quasi credibile, che ora si gira dall’altra parte,
-          il classico amico dell’amico, che quando si sta insieme è tutto risate e pacche sulle spalle, poi quando ti incontra da solo fa finta di niente
-          ed anche la libraia, che una volta ti sorrideva simpaticamente, ora sembra quasi incavolata con te, soltanto perché ti vede..

Premetto che non sono io a farli arrabbiare, (ho tatuate sul petto le parole di Madre Teresa di Calcutta: “Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità ) però, nonostante tutto, la loro amicizia è a TERMINE, a tempo determinato.
Non so come possa accadere e come venga considerato questo tempo, forse c’è un calcolo scientifico, un algoritmo speciale, un frattale specifico per togliere il saluto dopo un tot..
Fortunatamente, per alcuni a cui “scade” l’amicizia ce ne sono altrettanti che invece sono dei GRANDI !!

-          La ragazza che ho conosciuto in Inghilterra una quindicina di anni fa, ora parrucchiera, che mi rivolge un saluto “avvolgente” quando passo davanti alla sua vetrina,
-          la signora che mi rallegra con uno splendido sorriso, ogni volta che ci vediamo al supermercato, nonostante ognuno di noi non sappia nemmeno il nome dell’altro,
-          qualche alunno “eroe”, che strilla il mio nome dal balcone di casa quando mi vede passare dalla via sottostante o che si ferma con l’auto e torna indietro, anche se sono passati anni dai tempi dei banchi di scuola.

Semi rallegrato dalle ultime frasi scritte chiudo con queste parole, perché oggi è pur sempre la Festa della Donna e non si può lasciare un otto marzo incompiuto.
Perché?
Perché «tutte le donne, di questo posto o di quello, dell’arcobaleno sono il colore più bello».

Ad maiora.






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